Ciao Sofy,
oggi arrivi qui, pertanto meglio che ti racconti un paio di cose, tanto per prepararti a quello che ti aspetta.
E' vero che starai in albergo, ma non vorrei mai che quando ti porterò a vedere la casa scappassi a gambe levate...
caldo, caldo, caldo, tanto per non farsi mancare nulla. Tu dirai, niente di diverso da Milano.
Ed è qui che ti sbagli. Col caldo la puzza di Murphy diventa insopportabile.
Chi è Murphy?
Lui:

adorabile cucciolone di dieci anni, gigantesco, mai stato lavato.
Il padrone di casa dice che è così che si fa con i setter irlandesi...io se devo essere sincera mi sento male ogni volta che mi saltella davanti, col suo corpo enorme. Per fortuna passa la maggior parte del tempo in camera del boss, e ovviamente non si azzarda a entrare in camera mia.
Altrimenti il cane da caccia verrebbe cacciato in quattro e quattro otto.
La stanza è ancora un po' spoglia, francescana come l'ha definita R., ma almeno ho tolto le pessime nature morte che campeggiavano sulle pareti.
E ieri mattina, dopo una mattinata sotto il sole a Porta Portese, sono riuscita a trovare il primo poster che faceva al caso mio.
Quindi ora sulla parete sopra il letto campeggia questo:
Vasily Kandinsky Ovale rosso 1920
Insomma cara mia. Un flash sulla mia stanza.
Nel frattempo tra Kandinsky e le mille cose che ti dovrò raccontare mi suona una frase che mi ha scritto B. ieri pomeriggio:
"Il jazz ,come la vita, ha un ritmo e delle armonie da rispettare e poi ci puoi improvvisare sopra"
senti qui
Ci vediamo tra poco!
E ti racconterò meglio cosa bolle in pentola.
Baci
Milla
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