














Wei Jingsheng
Dissidente cinese
Thach N Thach
Presidente Khmer Krom Foundation
Kok Ksor
Presidente Montagnard Foundation
Ermelinda Meksi
MP, Albania
Amos Enver Can
Tirana
Presidente del Congresso nazionale dell'East Turkestan e membro del Consiglio generale del PR




Pubblico oggi quello che ho ricevuto da Rossana.
Ogni tanto fa bene fermarsi un attimo e pensare che "siamo così. dolcemente complicate"
E' una domenica pomeriggio uggiosa e fredda.Io e le mie quattro amiche ROSASHOKKING assaporiamo una calda tazza di tè scambiandoci le nostre più segrete confidenze.
Tina ci guarda titubante, poi si sfoga confessando di tradire il marito per colmare il vuoto di un rapporto ormai senza passione.Tina piange, ci chiede di non giudicarla male ma, anzi, di capirla...
Pina è scandalizzata. E' una ragazza molto credente e segue rigorosamente i precetti cristiani. Non concepisce il "peccato" d'adulterio. Sebbene,sottovoce, confessa le sue fantasie erotiche….
Lina, single "convinta", cerca di consolare Tina dicendole che con gli uomini non ci vuole pietà. La esorta a divertirsi senza preoccupazioni ,ma poi confessa di sognare il principe azzurro che la porterà all'altare!
Gina è omosessuale, non condivide la scelta di Tina del tradimento, ritenendola una comoda scappatoia per non riflettere seriamente sui problemi del suo matrimonio. Gina aggiunge che per lei è stata dura accettare e far accettare la sua "diversità", ma ora è felice e vive un sereno rapporto di coppia.
Ora manca solo la mia opinione:
Allora vi aspetto a casa mia a bere un tè.........................





UNA DONNA CHE RINASCE
di Angela Cataldi
Più dei tramonti, più del volo di un gabbiano, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna che rinasce. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite che ti fa la morte.
Parlo di te, di questo periodo che non finisce più, di te che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile. Ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come ti guarderanno deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. E così ogni giorno, in un noviziato che non finisce mai e che sei tu a perpetrare.
Parlo con te, che hai paura anche solo di dormirci con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: non vuoi trovarti in mezzo tu e poi soffrire. Eppure con quel ragazzo, ci hai abitato Natali e Pasque. A quell'uomo hai dato l'anima, fino a perderla, fino a dimenticarti di che colore era, ed è passato tanto tempo, e un giorno poi hai ricominciato a cercarti, dentro, perchè non sapevi più chi eri.
Sei stanca: e c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o per il quale cambieresti tu. Così ti stai coltivando la solitudine, chiusa, dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: Io sto bene così. Sto bene così. Sto meglio così. E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Comunque sia andata ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e hai visto i tuoi piedi nel cemento. Dovunque fossi, nella tua storia d'amore, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ci stavi stretta. E hai pianto. Dio quanto pianto! Come avessimo una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata del metrò, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato. Quante parole. Lacrime e parole per capire, per tirare fuori una radice lunga metri, che dia un senso al tuo dolore. Perché faccio così? Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Lo sapevi! E' da quel gran coraggio che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di ripresentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel, parte piano. Bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio dei capelli. Le donne che rinascono hanno un meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova". Con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono vedere e capire: Attenti, il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi, ma soprattutto per noi stesse.
Più delle albe, più del sole, una donna che rinasce è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti...